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Mi chiamo Alessandra, ho 47 anni, giornalista freelance e ghost writer specializzata nei femminili (beauty, psicologia, medicina estetica...). Adoro andare in bici da corsa e... leggere di tutto, rigorosamente in digitale! Sono un animale sociale, ma nello stesso tempo sento l'esigenza di ricaricarmi in solitudine. Per poi ripartire.
Perché ha dovuto affrontare l’intervento per il confezionamento della stomia?
A causa di un cancro all'ovaio: la massa tumorale poggiava su una parte dell'intestino che hanno dovuto asportare contestualmente all'intervento "maggiore". In sede di consenso informato, mi avevano già paventato l'ipotesi. Ma ovviamente l'ho saputo solo al risveglio, senza grossi drammi. Mi sembrava già positivo essermi risvegliata "sana".
Come l’ha aiutata il servizio Convatec me+ nella strada verso la riabilitazione?
Mi ha aiutato attraverso l’invio di campioni gratuiti a trovare la soluzione che ha decisamente ridotto i miei problemi cutanei, visto che ne ho avuti diversi. All'inizio la pelle si lacerava, per non dire ustionava, a causa di infiltrazioni, e poi il tipo di sacca rilasciatomi in ospedale non aderiva bene, e si staccava dopo poche ore. Dopo alcune prove mi hanno aiutato a trovare la soluzione giusta per me, e soprattutto ripristinato la cute lesa tramite medicazioni, accessori, consigli etc.
Chi l’ha seguito nella strada verso la riabilitazione?
Due bravissimi infermieri stomaterapisti dell'ospedale di Barletta Giacomo Ditrizio e Matteo Landriscina.
C’è qualcuno che vorrebbe ringraziare?
Innanzitutto i chirurghi, e soprattutto la chirurga che mi ha confezionato la stomia all'Ospedale Maggiore di Bologna: ha fatto una stomia perfetta! E poi gli infermieri della mia degenza a Bologna che con molta delicatezza mi aiutavano a cambiarmi.
Come vive la stomia?
In realtà l'ho presa bene, sicuramente perché so che è temporanea, e poi quando ho ripreso la vita normale era già autunno inoltrato, una stagione facile per abituarsi all'idea. Ho imparato relativamente presto a cambiarmi da sola, cercando di sforzarmi anche quando camminavo male per via dell'intervento subito. Certo, la qualità della sacca fa la differenza.
C'è qualcosa che vorrebbe dire a chi teme di non farcela?
Sì, io avevo paura di vederla, sì letteralmente vedere la stomia! Si suppone che se non sei un medico, non hai mai visto un organo. Temevo fosse una brutta ferita che dovevo essere costretta a guardare. Ma poi c'è stata un esempio magico che mi ha detto mia sorella, che appunto è un medico "fai finta che sia la mucosa della bocca che tu sicuramente ti guardi, conoscendoti (intendeva l'interno della guancia): è rossa ecco? Ecco, proprio così è il tessuto dell'intestino". È strano, ma proprio questo esempio per bambini mi ha aiutato a prendere confidenza con la stomia.
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